Tra poco inizierà il gioco serio, quello che ti prosciuga l'anima, dalla prima all'ultima goccia, e che alla fine ti dona una soddisfazione che aspetti da anni, forse... Con il gruppo ci stiamo preparando ad un evento importante, con un preavviso praticamente nullo rispetto alle richieste... però personalmente sto dando il massimo, come mai avevo fatto finora, non credevo di potermi spingere così in là sotto certi aspetti... Dopodiché cominceremo a lavorare sul serio, abbiamo grandi progetti per l'estate, e per realizzarli avrò bisogno di tenere l'acceleratore sempre a tavoletta... Adoro le sfide, questa mi spaventa terribilmente, per i rischi che comporta, ma in fondo... sono qui per questo. Non voglio "lasciare un segno immortale nei secoli", ma essere soddisfatto di quello che faccio, senza rimpianti sui miei ricordi. Ne ho già abbastanza in fondo. Che miscuglio di emozioni... eccitazione, paura, voglia di fare, energia che pare venire dal niente...
Mi ricordo due concerti finora che mi hanno fatto provare sensazioni simili. Uno è il primo concerto fatto ai Trenti (un locale piuttosto grosso dalle parti di Bassano del Grappa), con una vecchia band; c'erano almeno 150-200 persone che ascoltavano, e io sudavo, avevo una fifa pazzesca di fare figuracce e speravo di suonare al meglio... e alla fine mi sono divertito, molto. Le volte successive mano a mano passava la paura e si mutava in voglia di rifarlo, come una dipendenza... E infine, quest'estate. Dopo aver passato le selezioni per il festival degli autori, a San Remo, un chitarrista mi contatta per fare da tastierista ad un concerto di Luca Napolitano, a Verona. Wowow diranno alcune ragazzine... sta di fatto che io non avevo idea di chi fosse, tant'è che gli ho detto che ci penso... sento il gruppo e gli so dire in mezz'ora. E così è stato, alla fine mi ha detto che mi farà sapere per come organizzarmi. E a me vennero dei dubbi... Verona... in quel periodo... avevo sentito parlare di un evento, così per curiosità sono andato a sbirciare sul web, alla ricerca di sto fantomatico Luca Napolitano. E sono incappato nei WMA2010

Ok, calma... dai non è possibile... c'è un errore... che ci vado a fare io lì... e invece no, il giorno successivo mi chiama un agente della Warner, per accordare i dettagli; treno, hotel, strumentazione di cui ho bisogno in palco... wow! Bè... non tanto per la canzone in sè (anche se alla fine ha finito per piacermi), quanto per il trovarmi in mezzo a tutti quei personaggi... Giorgia, Pino Daniele, Zero, la Marini, Noemi, Mengoni... non sapevo più dove guardare! Poco alla volta mi sono reso conto che non ero agitato, forse stavo assimilando, o forse era talmente troppa roba rispetto ai miei soliti standard che ho reagito in maniera refrattaria... comunque tutto fila in questo modo, fino a quando non entro in palco... 'zzarola 20.000 persone... sono tante eh... veramente tante... e tutte che urlano e aspettano la canzone... Sembrava un sogno, e non avevo paura, non ero agitato... Ero pieno di energia, mi pareva di poter volare... Giorni dopo ho concluso che se fossi stato lì con la mia band sarei esploso. Dio mio che effetto fa il pubblico... anche se sei in seconda fila, anche se sei il tastierista anonimo di un artista idolatrato dalle ragazze... sì, me la sono goduta, parecchio anche.
Ora come ora mi ritrovo a salire i primi gradini di una scala pericolante che parte già dalle nuvole, senza sapere come mai mi ci ritrovo in mezzo... e stavolta la paura di cadere c'è, ma non è forte quanto la voglia di soddisfazione. Staremo a vedere...