Grazie Zietta per avermi tolto qualche zero


A Sanremo l'ultima cosa che mi sarei aspettata è di ringraziare, anche se velatamente, qualcuno di così lontano da me...
La prima mattina dovevamo essere al Palafiori alle 10, figurarsi le condizioni, dopo una notte passata a baldoria da band... Ma siamo musicisti e non ci spaventiamo per così poco. Allestiamo il palco, nel delirio che il sonno spaccia gratis ma allo stesso tempo attivi per l'emozione. Sound ceck e via.

L'ufficio stampa ci convoca per portarci in giro a foto e interviste... bellissimo, sono vestita leggermente meglio di una matrona sarda che guarda la tv in casa ma va bene così, l'albergo è ad un'ora di casino e non c'è tempo; pensarci prima per la prossima volta non guasterà di certo. Fatte le prime foto ci chiamano in uno stand vicino alla sala conferenze dove avremo dovuto tenere il concerto: era Sanremobuonenotizie, un giornale online della zona. Tra le varie domande sulla musica preferita e i progetti in corso è saltato fuori come abbiamo iniziato a suonare...

Già... le devo tutto questo, in fondo. Era una strana persona, un po' eccentrica e piena di vizi, ma io le ero molto affezionata, anche perché quel bene che mi voleva lo dimostrava ampiamente (per una bimbominchia con un mezzo amico e con la testa unicamente su Georgie e i Lego significava molto). Se non fosse stato per lei probabilmente sarei una povera frustrata senza metà capelli per lo stress, chiusa in qualche ufficio e con la mania del glamour, una come centinaia di milioni. E invece sono una come centinaia di migliaia.

Quando raccomandandosi di trattarlo bene, mi regalò un corso a fascicoli dall'edicola, e una casio a due ottave per esercitarmi ero entusiasta di qualcosa di nuovo, a cui non avevo mai pensato. E dopo un po', da buona veneta, imparai a suonare Porta Romana, la mia prima canzone a due mani... E' stato l'inizio di tutto, in quell'anno ho veramente iniziato a vivere. Sembra ridicolo, ma ne vado fiera. E rinnovo il mio grazie.
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2 commenti:

Mibemolle ha detto...

...e io che devo ringraziare la prof di latino che mi rimandò a settembre in seconda liceo??? senza quella cosa lì non sarei dovuta andare per forza in vacanza con la mia prof di ripetizioni (per non perdere ripetizioni, suicidio) e non avrei incontrato chi, per vie traverse, mi avrebbe portato a comprare (con i sudati risParmi) la mia adorata Washburn il Natale immediatamente successivo :D! I casi della vita...semplicemente non sono casi. :)!

BlogReader ha detto...

scusa, ma passando da centinaia di milioni a centinaia di migliaia ci sarebbero tre zeri in meno, non uno...
Comunque ti invidio, io ad un certo punto della mia vita ho dovuto fare una scelta e la musica e' stata scartata, anche se la passione non si e' mai affievolita.

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