L'arte di ascoltare... con il cuore!

Si ok, come esordio è un tantino sdolcinato e in stile "depressa mestruata a causa della società consumistica di oggi"... Però è una cosa che tengo a precisare. Suonare ed ascoltare con il cuore non significa non ascoltare metal, beninteso, più semplicemente... apprezzare qualcosa, se fatto bene nei propri criteri, per quello che è. Mi capita a volte di imbattermi in persone, musicisti o appassionati, che cerchino di imporre il proprio genere spinti da quelli che considerano punti di forza, sminuendo altra musica e classificandola come "ignorante" o "troppo complicata". Perché questo? Ok, una cosa può non piacere, come io odio il peperone crudo, a qualcun'altro può benissimo non piacere il jazz, o vasco, o rachmaninoff; in fondo si tratta di gusti. Però tanti si sentono di dare un giudizio tecnico sulla questione (molto spesso a prescindere dalle conoscenze che hanno). C'è il musicista jazz che odia Vasco e Ligabue, sostenendo che si tratta di banalità musicali atte a vendere copie e basta, c'è il fanatico di pop che considera un assolo di Herbie Hancock stonato, sostenendo che dovrebbe pensare meno a suonare e più ad esprimere sentimenti con le parole, c'è chi dice che il blues è tutto uguale, o "troppo facile" da suonare, c'è chi dice che Arthur Rubinstein era si "bravo", ma che era solo un fantoccio perché non sapeva improvvisare, come tutti quelli che studiano al conservatorio... vabè potrei andare avanti tanto, immagino il concetto sia chiaro...
Non posso dilettarmi a suonare su cambi di scale e virtuosismi sopra armonie dodecafoniche senza togliermi il gusto di apprezzare qualche aforisma da una canzone di Ligabue? Credo di si invece... Come credo anche di poter sentire, per quanto la poca esperienza mi conceda, un'interpretazione eccellente di un pianista su di un brano di Liszt senza perdere il gusto per un assolo in live di B.B.King. Quando una cosa fa battere il cuore, o fa sorridere, o comunque comunica qualcosa, perché disprezzarla sulla base di convinzioni e luoghi comuni? Cerchiamo invece di valutare quello che vuole dire chi ci mette davanti al proprio lavoro, e se non ci piace... significa che non era diretta a noi, non è un motivo per tirar fuori difetti che non esistono. Io non ho mai detto che il peperone sia un cibo insensato, troppo raffinato o "banalmente rosso". So solo che non mi piace. Ora vado a letto che sono ko...
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1 commenti:

asophia ha detto...

concordo in parte,
a me può non piacere un genere musicale ma posso riconoscerne la qualità, il "colore", il talento di qualsiasi artista che non ascolto, per fare un esempio, Alex Britti con la vasca non mi piace ma è un chitarrista blues eccezionale e non posso che riconoscerne la qualità. Amo il progressive, rock 60/70, jazz e i grandi cantautori, celtico e accordature aperte ecc.ecc., questa tendenza e "gusto" mi dissocia da altri generi , ma quando un artista è bravo o un gruppo vale e ha dei grandi musicisti, può essere anche metal, pop...ecc.ecc.
Aggiungo però che non posso rimanere indifferente a certe sonorità musicali che circolano, non per esser presuntuosa, ma siamo sinceri...e obbiettivi.

p.s.
l'ascolto è la facoltà primaria, l'unica che ci mette in comunicazione con l'armonia tra noi e l'universo.
anna

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